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Parlando di BMW quello che viene subito in mente sono le auto. Auto tedesche, robuste, affidabili. Non tutti sanno però che alle sue origini la marca BMW (acronimo per Bayerische Motoren Werke) era produttrice di motori per elicotteri durante la prima guerra mondiale. Solo nel 1923 la BMW iniziò la produzione anche di motori per le motociclette e la prima serie di automobili vide la luce in Turingia nel 1928, con licenza di costruzione da parte della Austin Seven.
La prima „vera“ BMW vide la luce però solo nel 1932 con il nome di AM1, sigla che sta per „costruzione automobile Monaco numero uno“. Durante la seconda guerra mondiale e l’ascesa del nazismo, la domanda da parte dell’aviazione militare crebbe enormemente e l’azienda conobbe un triste momento di boom economico. Con la fine della guerra tutti gli impianti della BMW furono convertiti per la produzione di motociclette e di auto e a causa della presenza nella parte orientale della Germania delle autorità sovietiche alcuni modelli furono fabbricati con un altro marchio, EMW (Fabbrica di motori di Eisenach). La produzione si concentrò nell’immediato dopoguerra sulle motociclette, essendo molti degli stabilimenti rimasti, come quello di Monaco, inadatti alla produzione di auto. Questi anni furono segnati da grosse difficoltà per l’azienda: il mercato delle due ruote segnava un preoccupante calo delle vendite e la produzione di alcuni modelli di auto era diventava sempre più dispendiosa.
Basterà citare come esempio il caso della BMW 502, auto di alta categoria con motore a sei cilindri detta anche „l’ angelo barocco“ : per ogni modello venduto si registrava una perdita di 4.000 DM. Per arginare i costi si decise quindi di puntare su una fascia di mercato più larga e popolare, acquistando la licenza della Iso Isetta, una mini auto italiana. Il tentativo purtroppo non sembrò portare i risultati sperati…